Imparare

La settimana del rientro è già alle spalle da molto. Siamo di nuovo dentro ai nostri ritmi, orari di sonno e di vita e confusioni e ho di nuovo cose da fare che mi rincorrono anche quando scappo! E' incredibile la mia capacità di mettermi dentro a situazioni strette che invece una procrastinatrice persa come me dovrebbe assolutamente evitare!

Intanto, oggi, ho fatto ancora i conti con il mio non saper vivere - lo chiamo così il mio modo di essere quando genera conseguenze che non riesco a capire facilmente. 

Questa volta, specificamente, il problemino è con la maestra della figlioletta che - da quanto mi hanno fatto capire delle anime caritatevoli e più ben informate sui fatti di quanto potrei mai essere io (leggasi le altre mamme) - è incavolata nera perché non avrei "specificato bene e in anticipo le assenze" che la piccola ha fatto a gennaio.

Sicuramente, non avrò specificato dieci volte i giorni in cui la bambina non sarebbe andata a scuola ma più che chiedermi quante e quali volte le avrò informato che la bambina che frequenta la scuola MATERNA sarebbe stata assente, sto qui a chiedermi perché mai tante persone - intelligenti pure ! - cercano motivi banali per arrabbiarsi ogni giorno (?) e poi... perché non se ne vanno tutte a vivere insieme in un isola sperduta lontana, lontana?!

Aiuto!


Solo domande

"Ricorda, non dimenticare" è nelle sacre scritture e, detta così chiaramente al presente, la frase non può che definire un ruolo per chi si trovi lì di fronte ad essa, a chi, nel presente, vive e se ne occupa della vita al presente con risvolti al futuro però. Eppure il presente da segni di degrado profondo. Naturale quindi che mi sia svegliata piena di domande in questo logorroico 27 gennaio.

Ce ne stiamo occupando tutti e bene del presente? Ma ne siamo proprio sicuri, sicuri?

Ho tante domande ma confido che un giorno come oggi, se ben vissuto, potrà essere un valido punto di partenza nella ricerca di risposte concrete. Principalmente qui, nei paesi che furono testa, mani e piedi di quel male assoluto.

Guardavo dalla mia finestra poco fa e vedevo uscire i ragazzi delle medie, e mi chiedevo se qualcuno di loro ricorderà questa data la prossima volta che incrocerà per strada le donne rrom che girano per il paese.

Chi di loro se ne ricorderà la lezione di oggi durante tutti gli altri giorni dell'anno? Chi se la ricordava quella dell'anno scorso prima di oggi?

Ma questa sola data può aver lasciato in quei ragazzini un segno o - forse, ma dico solo forse eh! - ce ne vorrebbero più giorni di studio trasversale e più discussioni e più lavoro umano perché venga fuori una generazione di persone impegnate nella qualità del presente?

Servirà questo giorno a farci guardare e rispettare le persone per quello che sono innanzitutto, cioè, esseri viventi con dignità intrinseca e diritto a rimanere tali?

Servirà a fermarci prima d'incollare addosso a qualcuno un' etichetta che consenta a tutti di umiliarlo meglio?

Secondo me, se servirà a insegnare ai nostri figli, con i nostri esempi e non a parole, che nonostante il loro compagno di banco/ortolano/barista/vicino di casa parli con accento diverso e forse abbia anche dei diritti diversi, a nessuno è concesso di mancargli di rispetto, di umiliarlo nè di ferire la sua dignità, allora saremo sulla buona strada.


La curiosità a 5 anni

- Mamma, c'è un film nuovo al cinema che è per grandi ma lo dobbiamo andare a vedere lo stesso! Prometti?!
- Un film per grandi? E lo vuoi vedere? E che film è?
- Si chiama il segreto del faraone e già lo so che non mi vuoi portare ma ci dobbiamo andare lo stesso!
- E perché lo vuoi vedere?
-... mi ci porti, sì o no?!
- Sì ma dimmi perché mai lo vuoi vedere...?
- Che c'è?! Ho 5 anni ma anch'io DEVO sapere qual'è sto segreto e se poi nessuno me lo dice?!
-..........................................!!!