Perché domani è sabato!



Non vieni alla festa x per i bimbi in piazza?
No, perché domani è sabato!

Non sei andata alla festa di Tizio al meraviglioso parco giochi x?
No, perché era sabato!

Non vuoi venire con me a fare il giro del mega saldo in quel negozio che ti piace?
No, perché sarà un sabato!


Ancora mi fa strano sentire queste risposte uscite dalla bocca delle mie piccole (e dalla mia anche). Forse perché io, al posto loro e all'età loro, ricordo di aver avuto meno forza di resistere e anche provato dispiacere. Loro sono sicuramente delle anime più preparate di me a far fronte al mondo!

Da quando decisi di osservare il sabato in casa mia, il nostro modo di trascorrere questo giorno è cambiato più volte. All'inizio, come era normale, ho cercato di emulare l'organizzazione di mia madre salvo poi scoprire che non mi si confà per niente. Ogni famiglia è una realtà unica, speciale e come tale, ha uno shabbat tutto suo, cucito su misura secondo le caratteristiche dei componenti.

E fu così che, negli anni, abbiamo deciso che la preparazione scatta il giovedì in tardo pomeriggio, io impasto e il marito (ovunque si trovi) pensa a trovare il vino adatto. Il venerdì è dedicato alla cucina e all'ultimazione della casa che deve apparire benino almeno! Di solito, prenoto i fiori il lunedì mattina dalla fioraia di fiducia che me li consegna il venerdì pomeriggio (e ancora non è arrivata!). I pasti del sabato gli decido il mercoledì, prima di fare la spesa. 

Ovviamente, non tutte le settimane filano dritte, anzi. E' assodato che se c'è un'imprevisto da capitare a me, capiterà di mercoledì, prima che io vada a fare la spesa e, di conseguenza, mi mette in ritardo su tutta la programmazione perché di sicuro avrò dimenticato di comprare parte del menu prestabilito! E ci sono anche stati dei sabati per i quali avevo cucinato talmente poco che siamo stati salvati dalla frutta. E ora scappo, altrimenti, succederà ancora!

Shabbat shalom, mondo!

Voglia di riordinare, saltami addosso!


Ok... oggi, non ho scampo. La mia scrivania, lunga più di due metri, chiede urgentemente un pò d'ordine e anche una spolveratina non andrebbe male visto che qui, l' assistent settimanale non è autorizzata a metterci mano.

A pensarci bene, ci sono tante cose qui sopra che non mi servono da settimane e sono ancora qui!

L'autunno che ci ha invaso la casa ieri sera mi ha fatto capire che, anche quest'anno, non è cambiato nulla; rimango la solita ritardataria del cavolo e ho accumulato cose da concludere da fine agosto... più o meno...diciamo più più che meno!

E anche quest'anno, la copertina da mettermi sulle spalle mentre guardo la tv in cucina nella prima serata veramente fredda d'autunno, non la si può trovare perché è da qualche parte, dispersa da mesi. Sicuramente è stata lavata e forse pure stirata ma l'ingorgo di cose da sistemare ha bloccato il suo arrivo alla destinazione finale, ovvero, le mie spalle infreddolite!

A inizio settembre, ho cominciato a tirare fuori alcune maglie a maniche lunghe e roba per le giornate fresche ma non ho finito il cambio di stagione, anzi. Ormai, quel mix di ripostiglio con cabina armadio che abbiamo, non bisogna aprire perché tanto non ci si può entrare. Dentro, ci sono delle ceste di roba estiva lavata e stirata o da stirare, tutto rigorosamente mischiato e, ovviamente, da rimettere a posto quanto prima negli spazi appositi dentro agli armadi sparsi per casa dove, per ora, regna il (quasi) assoluto caos appunto.

Purtroppo, la voglia di riordinare armadi e vestiti lavati non ce l'ho in dotazione ed è un optional che mi manca. Sono nata in un posto dove esistono, su per giù, due stagioni; una calda ed una meno calda; entrambe abbastanza calde da non farci avere molte coperte e, tanto meno, vestiti così diversi da doverli smistare!

E sarà per questo che mi manca così tanto poter sentirmi di nuovo una persona ordinata al 100%! Sono tanti anni che ci provo, mi preparo psicologicamente, inizio bene e poi... nulla!

Vado.
Le mie foto

Part-time daydreamer, (ex) giornalista, 34enne, moglie, matrigna buona del principe, mamma delle principesse, italo-straniera.