De mi nona



Ogni volta che capitava da noi per la festa più importante (e secondo me, faceva apposta gli accertamenti della diabete in città per esserci da noi proprio in quei giorni), all'ultimo giorno, appena entrava "a paz", chiedeva ai nipoti che arrivavano: "sei venuto per cantare o per prendere dolcetti?", che per noi sta per "sei grande o sei ancora piccolo?".

E dopo aver distribuito per bene i suoi soliti fogli mimeografati, cominciava lei e poi abbassava la voce. Le donne cantano così, ripeteva alla prima nipotina che alzasse la voce per sfidare quella sfilza di nipoti maschi sempre più alti... e sempre più assenti.

Alla fine, di maschi rimasero soltanto due nipoti e lo zio a seguirla e di femmine, che mi ricordi, c'eravamo in quattro. Finché non arrivò il tempo di non farcela. Se ne stava lei beatamente a casa sua e spesso non c'era compagnia per le feste, la salutavamo per telefono prima e dopo. Ci teneva ad essere salutata. Ma non voleva essere importante. No. Non lei! Voleva solo sapere se avessimo ben presenti le date! Già, mamme terribili siamo o almeno così dicono di noi... Ovviamente non sono d'accordo. 

Forse è così solo perché il più chiaro ricordo che ho di lei è quando mi teneva vicino a sé nella sua amaca e meldava o cantava farfugliando con la testa appoggiata alla mia. Oppure quando schiacciava con le mani fagioli e cuscussù e ne faceva delle polpette per imboccarci meglio. E mio padre, quel suo genero schizzinoso, le chiedeva se non lo potesse fare col cucchiaio. Con la coda dell'occhio ribadiva quanto fossero pulite le sue mani e quanto fosse importante che ricordassimo di lei pure la sua carne che poi era anche la nostra.

Infatti, oggi, è proprio così.

Comunità

Sì che ci vuole.

Anche quando hai famiglia, ci vogliono amici. E se non hai famiglia, ce ne vogliono di amici!

E anche quando non hai famiglia nè amici, ci vuole chi sia disponibile a condividere del tempo con dei completi sconosciuti solo e semplicemente perché c'è qualcosa di importante da condividere - quanti si siano trovati soli nelle date importanti o di festa, ne sapranno qualcosina.

E così, mentre vedevo quei cinque bambini che non si vedono spesso, scorrazzare allegri, insieme come se fossero sempre stati insieme (e per caso non lo sono stati?), salendo e scendendo gradini e disturbando beatamente adulti e anziani (mai visto adulti e anziani così contenti di essere disturbati!), mi son detta che il bisogno di comunità è decisamente salito nella lista delle mie priorità.
Le mie foto

Part-time daydreamer, (ex) giornalista, 34enne, moglie, matrigna buona del principe, mamma delle principesse, italo-straniera.